#62 Compiti delle vacanze

Qualche informazione di servizio prima di cominciare. GRAZIE per aver risposto in tanti al sondaggio che vi ho inviato, dedicherò le prossime settimane a fare il piano per l’autunno. Intanto la newsletter si prende una piccola pausa e torna sabato 28 agosto, con tutti i temi caldi di settembre sul piatto. Per questo motivo nei prossimi giorni metterò in pausa i vostri abbonamenti su Substack e li riattiverò alla prossima newsletter, così che non paghiate senza ricevere nulla. Non posso fare la stessa cosa con chi tra voi ha ancora attivo il pagamento su PayPal, ma posso consigliarvi di convertirlo: per farlo basta stoppare il pagamento automatico su PayPal e passare invece alla versione a pagamento qui su Substack, attraverso questo link. È una piccola fatica, lo so, ma facilita le cose a me e a voi 🤓🧡 (se avete dubbi o necessità di supporto scrivetemi). E ora cominciamo, oggi è giorno di conti.

Compiti delle vacanze. Chi c’era un anno fa se lo ricorda, avevamo chiuso la sessione estiva con qualche dato e riflessione sulla prima metà dell’anno - che bello fare il giro di boa e ripetere certi argomenti, d’altronde siamo alla newsletter n.63! Ora facciamo lo stesso, considerando alcune differenze sostanziali.

Il contesto. Per quasi tutti i mercati la prima metà del 2020 aveva significato una sola cosa: lockdown. A ripensarci ora, l’illusione che tutto potesse magicamente tornare come prima dopo la scorsa estate era davvero solo un’illusione, tanto che le fashion week di settembre erano state incerte, così come le strategie dei brand. La fine della prima metà del 2021, invece, coincide con una fase ormai avviata della campagna vaccinale in quasi tutti i Paesi, sicuramente in Cina e in Nord America. Questo non coincide con la fine certa dell’emergenza, anzi, ma molti di noi stanno effettivamente ricominciando a viaggiare, per esempio, e questo per la moda è fondamentale: se il 2020 ci ha insegnato qualcosa a proposito dei nostri comportamenti d’acquisto è che ci serve motivazione per spendere.

Io e la matematica. Abbiate pazienza, la mia preparazione in materia economica non è a un livello PRO, ma sto studiando e non dovreste trovare castronerie. Tutti i dati (a tassi costanti) sono presi dalle note ufficiali delle società che sono pubblicate periodicamente sui loro siti e che potete recuperare con facilità se voleste approfondire.

I big in numeri. Come sempre possiamo basarci solo sui dati delle aziende quotate in borsa, che comunque forniscono un buon quadro. Andiamo con i numeri gruppo per gruppo e poi tutto il resto:

  • Gruppo LVMH. Chiude il primo semestre del 2021 al +53% rispetto allo stesso periodo del 2020 e +11% rispetto allo stesso periodo del 2019 (che era stato il suo anno record). Fatturato complessivo di 28,7 miliardi di euro, utile operativo 7,6 miliardi di euro. Non sono stati diffusi i dati del singoli brand, ma la nota dice che Louis Vuitton, Dior, Fendi, Loewe e Celine stanno guadagnando quote di mercato ovunque (quindi tra i grandi non è stato citato Givenchy)

  • Gruppo Kering. Chiude il primo semestre del 2021 al +53,3% rispetto allo stesso periodo del 2020 e +7,7% rispetto allo stesso periodo del 2019. Fatturato complessivo di 7,7 miliardi di euro, utile operativo 2,23 miliardi di euro. Gucci va meglio degli altri (primo semestre a +86,1% rispetto allo stesso periodo del 2020, già ristabilito il livello dei suoi ricavi al ritmo pre COVID-19). Seguono Saint Laurent (primo semestre a +58,2% rispetto allo stesso periodo del 2020) e Bottega Veneta (primo semestre a +45% rispetto allo stesso periodo del 2020). Non sono dichiarati i ricavi di Balenciaga e di Alexander McQueen, né degli altri brand

  • Gruppo Richemont. Chiude il primo trimestre del 2021 al +121% rispetto allo stesso periodo del 2020 e +18% rispetto allo stesso periodo del 2019. Fatturato complessivo di 4,4 miliardi di euro. I marchi di alta gioielleria e alta orologeria sono quelli andati meglio, soprattutto Cartier

  • Gruppo Moncler. Chiude il primo semestre del 2021 al +57% rispetto allo stesso periodo del 2020 e +11% rispetto allo stesso periodo del 2019. Fatturato complessivo di 621,8 milioni di euro, utile operativo di 92,8 milioni

  • Gruppo Prada. Chiude il primo semestre del 2021 al +60% rispetto allo stesso periodo del 2020 e +8% rispetto allo stesso periodo del 2019

  • Giorgio Armani. Chiude il primo semestre del 2021 al +34% rispetto allo stesso periodo del 2020. L’obiettivo per il 2021 è di tornare al livello del 2019 del fatturato complessivo, pari a 4 miliardi

  • PVH CORP. Chiude il primo trimestre del 2021 al +55% rispetto allo stesso periodo del 2020, superando i livelli pre-pandemia del 2019 con i suoi ricavi internazionali

  • Hermès. Chiude il primo trimestre del 2021 al +77% rispetto allo stesso periodo del 2020 e +33% rispetto allo stesso periodo del 2019

  • Salvatore Ferragamo. Chiude il primo trimestre del 2021 al +46,2% rispetto allo stesso periodo del 2020 (i dati delle prestazioni trimestrali del 2019 non erano stati dichiarati)

  • Burberry. Chiude il primo trimestre del 2021 al +86% rispetto allo stesso periodo del 2020 e +1% rispetto allo stesso periodo del 2019

Tornare in negozio. Al di là delle percentuali possiamo tracciare due tendenze forti. La prima è quella di una crescita che si intensifica con il passare dei mesi: il secondo trimestre, infatti, è andato molto meglio rispetto al primo per tutti, soprattutto grazie alla riapertura degli store fisici e all’allentamento delle restrizioni. Dunque, più si apre meglio è, nonostante la crescita dell’online. Ecco perché i marchi si sono affannati ad aprire una marea di pop store estivi e a pubblicizzarli tramite gli influencer (in Italia si sono concentrati quasi tutti su Forte dei Marmi). Quindi, negozio fisico - meglio se con esperienza speciale, esclusiva, unica nel suo genere - e operazioni social efficaci sono gli ingredienti che hanno scatenato le spinte in avanti più forti. Lorenzo Bertelli, figlio di Miuccia Prada e Lorenzo Bertelli, per esempio, ha detto che la sfilata digitale maschile del brand per la primavera estate 2022 ha generato quasi 3 milioni di visualizzazioni, il 53% in più rispetto a quella autunno inverno 2021/2022. Ritorno alla “normalità” non significa dunque abbandonare certe pratiche acquisite durante l’emergenza, ma farle lavorare al meglio con l’esperienza dal vivo, qualunque essa sia, perché spesso è insostituibile.

I mercati forti. La seconda tendenza comune è il ruolo di traino dei mercati di Stati Uniti e Cina. L’Europa, invece, è andata decisamente più lenta, ma comunque in risalita. Solo per il gruppo LVMH l'Asia (soprattutto la Cina) ha pesato per quasi il 40% delle entrate del gruppo (+30% rispetto al 2020 e +70% nel 2021). Risultato (anche) di alcune strategie di comunicazione: negli ultimi mesi, infatti, Arnault e le sue squadre si erano spesi per coinvolgere tre delle quattro Blackpink come volti dei vari brand (Lisa è testimonial per Celine, Rosé per Tiffany&Co., Jisoo per Dior). Ma il vero colpo grosso è stato quello dei BTS, oggi volto della linea maschile di Louis Vuitton. Le ultime notizie a proposito del rapporto tra LVMH e Virgil Abloh, poi, fanno davvero pensare che ci saranno ulteriori scommesse su di lui: stiamo a vedere.

Cosa ci aspetta. Le economie hanno ricominciato a correre, poi sarà il tempo a dire quanto e come. La prima conseguenza, intanto, è che tutti i brand stanno alzando l’asticella per la seconda metà dell’anno. Siamo a fine luglio e già si parla di fashion week scoppiettanti: NY e Londra hanno già svelato i propri calendari ma ne parleremo al rientro. E tutto nella cornice di un settembre che, giusto per dire, include già anche il Festival di Venezia, il Salone del Mobile a Milano e il Met Gala a New York: tutti eventi in cui la moda c’entra e molto. Settembre, poi, sarà solo l’inizio: le collezioni autunno inverno pesano di più nei risultati economici di un brand, per questo vedremo molti lanci, iniziative speciali, piani di comunicazione extra. Insomma, preparate i popcorn.


PEZZI BELLI DA LEGGERE

  • Se vi state chiedendo dove stanno andando gli addetti ai lavori delle riviste tradizionali - almeno all’estero: nelle big tech companies (BoF)

  • Emilia Petrarca spiega il successo di Lisa Says Gah, che se non hai quei pantaloni arancioni a Brooklyn non sei nessuno (The Cut)

  • La storia dello slip dress (Harper’s Bazaar)

  • Il Bangladesh Accord, unico tra quelli esistenti che considera i marchi firmatari legalmente responsabili delle violazioni nella loro catena di approvvigionamento, sta per scadere. Rachel Cernasky spiega perché questo è un problema (Vogue Business)

MODA DA SFOGLIARE, GUARDARE, ASCOLTARE

  • Account Instagram da seguire, @wintourdrobe, con tutti i look della direttrice di Vogue

  • Burberry ha presentato la sua nuova fragranza maschile, Hero, ma soprattutto il suo nuovo testimonial, Adam Driver ⬇️

  • Di tutta la nuova ondata di creator della moda, l’avrete capito, quasi nessuno mi appassiona davvero. Tranne HauteLeMode. Luke ha una proprietà di linguaggio incredibile, passa dal commento di una sfilata Couture a quello degli outfit di Rosie, senza lasciarsi trascinare dall’onda della popolarità ⬇️

  • È uscita la prima locandina di House of Gucci, il film con Lady Gaga firmato da Ridley Scott. E c’è anche il trailer

  • Dopo Donatella Versace e Alessandro Michele, Maria Grazia Chiuri è la protagonista del nuovo episodio di Muschio Selvaggio

MODA DA COMPRARE*

  • Ultimissima selezione in saldo di stagione, questa volta dedicata al brand ASCENO, londinese, realizza capi senza stagione e sostenibili (sul sito si trovano ottime informazioni, comprese quelle certificazioni ottenute). Top pigiama, abito in lino, gonna in raso di seta, abito sottoveste, camicia pigiama

  • Medea ha messo in vendita una borsa i cui ricavi saranno devoluti interamente a Mediterranea.

STUDIARE E LAVORARE

BONUS TRACK. Una cosa che non c’entra niente con la moda ma che mi sembra comunque valga la pena segnalare. Daniele Manusia ha spiegato la scelta di Simone Biles di ritirarsi da alcune gare di Tokyo 2020, fornendo un contesto storico sia sulla ginnastica artistica, sport in cui quasi sempre hanno dominato spirito di sacrificio e abusi, che sulla carriera della stessa Biles, che non ha davvero bisogno di dimostrare niente a nessuno. E che facendo quello che ha fatto - così come Naomi Ōsaka - potrebbe invece aver cambiato qualcosa nella testa di una nuova generazione di sportivi (l’Ultimo Uomo)

Siamo arrivati, vi auguro qualche settimana di bagni, pisolini e aperitivi - insomma, divertitevi ma state anche attenti. E soprattutto vi auguro che sia senza link, ogni tanto ci vuole 🏝️