Sono tornata (e ho delle domande per voi)
Spoiler: mi siete mancati
Il primo settembre 2023 ho scattato al volo una fotografia alla scrivania da cui avevo composto quasi tutte le newsletter. L'ho caricata, ho cliccato su "programma invio" e la mattina dopo, con Harry nelle cuffie, sono partita per New York. Ma ve l'avevo detto che non era un addio, giusto?
La verità è che non sapevo se sarei tornata, e che quello che è successo dopo è difficile da sintetizzare senza renderlo o troppo piccolo o troppo grande. La mia vita procedeva a ritmo sfrenato, le mie gambe si muovevano da sole e il mio cervello e il mio cuore cercavano di stare al passo senza farsi troppe domande.
Venivo già da un'esperienza straordinaria dentro la macchina globale di Vogue, dove mi ero confrontata con la gestione di un team, con l'editing quotidiano di penne che non erano la mia, con la necessità di fare un giornale che è solo in minima parte ancora un giornale ed è ora soprattutto un brand, uno stampino che posto su qualsiasi cosa (una cover, una storia online, un evento) si porta dietro mille significati, da cui un po' cerca di emanciparsi e un po' non può farne a meno.
Da Gucci mi aspettava un'esperienza altrettanto intensa, di certo non programmabile, fatta di slanci e di burroni, di brainstorming che sembravano riunioni di famiglia e di meeting che servivano a preparare altri meeting da cui sarebbero nati infiniti meeting. Ho avuto il privilegio di guardare da vicino il lavoro di Sabato e di un centinaio di talentuosissimi designer, vederli creare collezioni dal niente mentre intorno a loro l’infrastruttura gigantesca dei dipartimenti pompava sangue e intuizioni, richieste e pretese.
Nel frattempo guardavo la moda cambiare dall'interno. Direttori creativi che si avvicendavano a ritmo sempre più alto, brand che alzavano i prezzi a dismisura mentre il resto restava fermo, un flusso continuo di contenuti che rendeva tutto visibile e insieme sempre meno leggibile. Un sistema che cercava di capire cosa fosse diventato e non sempre ci riusciva.
Oggi, quasi tre anni dopo quell'ultima mail, ecco un'altra fotografia: questa volta ritrae una libreria alle spalle della mia nuova scrivania, in una nuova casa, con una nuova luce, sempre Harry nelle cuffie.
Riparto da me, ritrovata lungo un anno che è stato tutto fuorché riposo e oblio, piuttosto Lego, biberon e curiosità, alla faccia di Otessa e della sua coolness che non ho mai sentito lontanamente aderire alla mia vita.
A un certo punto di questo periodo ho fatto una cosa che avevo rimandato troppo: ho riaperto l’archivio della newsletter e ricominciato dalle vostre parole.
Da chi mi scriveva dalle fabbriche durante il primo lockdown, da chi mi esponeva i propri dubbi sulle scelte formative e professionali, da chi esternava il proprio rapporto con i vestiti e con il corpo, dai perplessi delle logiche del lusso, dagli entusiasti della comunicazione autentica, dai nostalgici dei "veri" stilisti. Ho ritrovato qualcosa che non sapevo di aver perso: la gioia di questi scambi, così diretti e spontanei.
Ho ripensato a chi avevo incontrato lungo la strada: alla timida e taciturna Valentina e alla sua scrittura vispa e sorprendente, a Giacomo e al suo modo di scherzare anche quando sembrava che con quel look no, non ce l'avremmo fatta, a Jonathan che mi ha insegnato che il marketing può essere anche bello e intelligente. E ho capito che la differenza la fanno soprattutto le persone.
Dunque, potevo ripartire solo da lì.
La moda, il sabato mattina torna a maggio 2026, sei anni esatti dopo la prima uscita. Stessa idea, sguardo più consapevole: quello di chi la moda l’ha attraversata e oggi torna a raccontarla. Uno spazio in cui unire i puntini tra strutture e logiche, immaginari, lavoro e desiderio, fino a quello che finisce nei nostri armadi.
La promessa rimane la stessa: capire come funziona davvero la moda e perché, che lo si voglia o no, riguarda quasi sempre anche noi. Senza gossip, senza pubblicità nascosta, senza interessi da difendere.
Chi c’era all’inizio sa già di cosa parlo. Chi arriva adesso arriva nel momento giusto.
Per costruire bene quello che viene dopo ho bisogno di sapere chi siete oggi e cosa vi serve davvero. Ho preparato un breve sondaggio, ci vogliono meno di tre minuti. Non è un questionario formale, ma un punto di partenza per la conversazione che stiamo riaprendo.
Se vi va di aiutarmi, lo trovate qui.
Ci sentiamo presto.
Federica




È bastato questo breve post per ricordarmi quanto la tua sensibilità, il tuo sguardo sul mondo moda e la tua scrittura siano unici e fondamentali! Ci sei mancata ❤️
Bentornata!